Recensione: L'imprecisione perfetta - Franco Garrone

 




Titolo: L'imprecisione perfetta
Autore: Franco Garrone
Editore: Robin (19 maggio 2022)
Giudizio: 💗💗💗💗💗

Liguria Occidentale, anno 1935, è il periodo antecedente all’entrata in guerra. Adam Bronte, un bambino di appena undici anni, sta per ricevere in regalo il violino che cambierà per sempre la sua vita. Le brutalità della guerra vengono offuscate dalla bellezza della musica e Adam non può far altro che essere schiavo di questa passione. Parte per il Conservatorio, lì incontra Irina, la giovane figlia del console russo, e tra i due sboccia subito qualcosa. Insieme al reciproco coinvolgimento per la musica, scoprono che i loro violini, dalla forma particolare, sono in realtà i “due violini in amore”, realizzati secondo la leggenda dallo stesso Stradivari. Genova viene bombardata e il cambio di alleanze porta Irina a una fuga improvvisa, lasciando in Adam una profonda amarezza. La vita va avanti e Adam non si scoraggia, inizia la scalata verso la realizzazione dei suoi sogni. Adam ritrova Irina, ma i due amanti sono nuovamente divisi. In un clima di profonda tensione sociale, nei meccanismi cupi della Guerra Fredda, riusciranno Adam e Irina a riabbracciarsi di nuovo e a lasciare il passato alle spalle?






Recensione

L’amore è come la musica, un’entità universale che non può avere ostacoli.



L’amore per la musica s’intreccia a doppie corde con quello per l’anima gemella, in una “risonanza per simpatiasublime e crudele.

Adam Bronte è soltanto un ragazzino quando scopre la passione per le note imbracciando un violino. Grazie all’ebreo Giorgio Stablum, presso cui la madre lavora, prende lezioni, manifestando un talento inaspettato che gli vale il dono di un violino dalla forma insolita e magnetica. Iscrittosi al Conservatorio di Genova, conosce Irina, figlia del console russo, che possiede un violino simile al suo. Suonati insieme, i due strumenti producono un terzo suono assolutamente “perfetto”. Nel tentativo di scoprire qualcosa di più sui loro violini, Adam e Irina inizieranno a provare l’uno per l’altra un sentimento sempre più profondo quanto impossibile.



Io sono il tuo sole e tu la mia luna. Siamo legati dallo stesso universo e nulla e nessuno potrà dividerci.



Un libro intenso, commovente e struggente come pochi, talmente pregno di emozioni da generare nel lettore turbamento e sincera partecipazione. Un libro dove la musica la fa da padrone reclamando attenzione continua e tempo, donando fama e prestigio, ma esigendo un prezzo forse troppo alto da pagare. Un libro che celebra l’amore vero, l’importanza ed il bisogno innato dei legami, il coraggio di agire per le persone cui si tiene, l’angoscia dei rimpianti e le sorprese del destino.



La vita è fatta per soffrire, pensando che un sogno possa bastare a riempirla.



Gli eventi narrati si amalgamano con lo sfondo storico e politico dell’Italia e del resto della Terra, che dal Fascismo porta alla Prima Guerra Mondiale fino alla Guerra Fredda tra USA e URSS, divenendo a loro modo “personaggi” di rilievo nelle dinamiche di svolgimento dell’azione.



L’America ha sfruttato il suo talento ed in cambio non è riuscita a darle un concreto aiuto per esaudire il suo più grande desiderio.



Una storia meravigliosa, melodiosa e accattivante, che interseca magistralmente il mondo della musica classica con le vicende umane in un incastro strettissimo a volte soffocante e doloroso, a volte gioioso e straordinario, comunque originale ed inconfondibile. Una storia in cui sofferenza e speranza camminano a braccetto fino a sfumare in un finale che pare acquietare i demoni interiori grazie al raggiungimento della tanto anelata pace. Una storia che erge il violino a simbolo dell’amore eterno, tra leggenda e realtà, con l’unione di due unità particolari e “imprecise” a formarne una terza unica e “perfetta”.



Il mito dei violini in amore.



Ho letto queste pagine col cuore in gola, ansiosa e smaniosa di divorare le parole, rapita dalla magia che impreziosisce l’opera, fuoriuscendo dalla carta per irrorare anche l’anima del lettore. La superba scrittura consente di capire e condividere senza sforzo gli sconvolgimenti emotivi dei protagonisti, aiutando un processo di simbiosi davvero affascinante. Ammirevole la cura dei dettagli da cui emerge un minuzioso lavoro di ricerca. Nel complesso un piccolo capolavoro da “sentire” a tutto tondo, che riempie il silenzio con strofe amare e dolci in un crescendo lodevole.



Tutto è stato come doveva essere.



Consigliatissimo!



L’amore non può fermarsi davanti ai confini umani e alle cortine di ferro.


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